Consiglio Affari Generali, Ministro Foti: "Forti elementi di criticità sul quadro negoziale per il bilancio UE"
16 giugno 2026
"L'Italia prende atto del taglio previsto per il futuro bilancio europeo di 37 miliardi, rispetto a quello proposto dalla Commissione. Per l'Italia l'impostazione della 'nego box' (il quadro negoziale predisposto per i 27 dalla presidenza del Consiglio UE, ndr) presenta forti elementi di criticità". Lo ha detto il Ministro per gli Affari Europei, PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, nel suo intervento a Lussemburgo nel corso del Consiglio Affari Generali.
"Siamo infatti il terzo contribuente netto dell'Unione e vediamo una riduzione delle nostre allocazioni, anche a prezzi correnti - ha sottolineato il Ministro Foti - Si dovrà trovare un accordo ma è chiaro che le convergenze parallele possono esistere in politica, non sul bilancio. Evidenzio al riguardo che la modernizzazione della proposta di bilancio stride con il mantenimento dei rebates (sconti)", ha segnalato il ministro.
"Non solo: ai colleghi che chiedono più tagli della Rubrica 1 (in particolare su coesione e PAC) chiedo se abbiano chiare le percentuali di aumento delle altre rubriche - ha proseguito -. Come Italia abbiamo concorso in modo determinante a dare la possibilità degli Stati di impiegare fino a due terzi della flessibilità di medio periodo per la PAC. Così pure ci siamo battuti per ottenere un aumento delle risorse sulla pesca, che tuttavia coprono soltanto metà delle perdite rispetto al ciclo di bilancio attuale. Ciò detto rimangono forti elementi di criticità che non vogliamo né possiamo sottacere. In particolare, non riteniamo sufficientemente salvaguardate le politiche tradizionali (a partire dalla coesione, ma anche la PAC)".
"Inoltre - conclude il Ministro Foti - nutriamo fondate ragioni di dissenso sull'esclusione dei fondi destinati alla sicurezza interna e delle frontiere dal target climatico del 43%. Quanto alla condizionalità 'Do No Significant Harm', ribadiamo che il principio non deve compromettere la capacità dell'Europa di competere. Infine, l'Italia è contraria a qualsiasi meccanismo che imponga una disparità di trattamento tra gli Stati membri".
