Legge di delegazione europea 2026, Ministro Foti: "Con ok in CdM, Italia più autorevole e competitiva"
5 agosto 2026
"Con il disegno di legge di delegazione europea 2026, approvato ieri in Consiglio dei Ministri, il governo Meloni conferma l'impegno a garantire un adeguamento puntuale dell'ordinamento nazionale al diritto dell'UE, rafforzando la credibilità dell'Italia in Europa e prevenendo l'apertura di nuove procedure di infrazione", lo dichiara Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione.
"Tra gli interventi principali - prosegue il ministro - figurano le misure per rafforzare la competitività e il mercato interno, con il recepimento delle norme europee sul funzionamento del mercato unico nelle situazioni di crisi, sull'aggiornamento del sistema di risoluzione alternativa delle controversie tra consumatori e professionisti, sulla semplificazione degli obblighi in materia di rendicontazione di sostenibilità delle imprese e sulla raccolta e condivisione dei dati relativi agli affitti brevi".
"Il provvedimento - afferma Foti - interviene anche sul fronte della transizione ecologica, prevedendo il
recepimento della direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo e l'attuazione del regolamento volto a prevenire la dispersione dei pellet di plastica, con l'obiettivo di ridurre l'inquinamento da microplastiche".
"Ampio spazio - aggiunge - è dedicato alla tutela dei diritti fondamentali, con il rafforzamento delle garanzie per le vittime di reato e l'attuazione del regolamento che vieta l'immissione sul mercato europeo di prodotti realizzati mediante lavoro forzato. L'obiettivo è offrire un quadro normativo più efficace e moderno, capace di sostenere la crescita, favorire gli investimenti e migliorare i servizi per cittadini e imprese. Sono inoltre previste misure in materia di sicurezza dei prodotti, servizi digitali, intelligenza artificiale, mercati finanziari e tutela ambientale".
"Il Governo Meloni - conclude Foti - continuerà a lavorare affinché gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'UE si traducano in strumenti concreti per rafforzare il 'sistema Paese'. Rispettare le scadenze europee significa rendere l'Italia più autorevole, più affidabile e più forte nei processi decisionali europei".
