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Comunicati stampa

Ministro Foti al Consiglio Affari Generali: "Rendere normativa UE adeguata a esigenze di imprese europee e straniere"

"L'Italia ribadisce la grande importanza della semplificazione normativa e continua a contribuire attivamente ed efficacemente ai negoziati sui relativi pacchetti Omnibus, tra i quali quello sull'automotive che riveste per la nostra Nazione una particolare rilevanza". Lo ha dichiarato il Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, a Bruxelles per il Consiglio Affari Generali. "È fondamentale, nei complessi negoziati che caratterizzano questi dossier legislativi, non perdere di vista l'obiettivo principale: rendere la normativa europea più adeguata alle esigenze delle imprese europee e straniere che intendono investire in Europa", ha sottolineato Foti. "Questi obiettivi si possono raggiungere ascoltando i riscontri del settore privato. Il Consiglio europeo e le istituzioni europee hanno più volte ribadito che la semplificazione deve rappresentare una priorità, e l'Italia continuerà a impegnarsi affinché tale impegno resti centrale. È in questo spirito - ha concluso -  che abbiamo aderito convintamente al non-paper sulla semplificazione promosso insieme agli amici di Austria, Cechia, Danimarca e Germania e presentato lo scorso 15 settembre. La semplificazione è fondamentale, occorre che l'Europa acceleri". 

"Per quanto riguarda l'Italia, noi siamo disponibili a sostenere le nuove sfide che il bilancio pone. E vorremmo anche dire che questa nostra disponibilità non può essere illimitata, nel senso che non si troverà alcuna apertura se si vorranno tagliare le politiche tradizionali", ha dichiarato il Ministro. "Il sostegno da parte del bilancio a PAC e Coesione è la condizione necessaria affinché l'Italia continui a sostenere la
nuova struttura del bilancio", ha spiegato il ministro, sottolineando che "qualunque taglio al bilancio dovrà concentrarsi sui settori che registrano gli incrementi maggiori: competitività +132%, azione esterna +56% spese amministrative +21%".

Secondo Foti, "l'Italia è tra i pochi Paesi a vedere una riduzione delle proprie allocazioni anche a prezzi correnti, a fronte di un aumento significativo delle sue contribuzioni". "L'Italia - ha osservato il Ministro - riceverebbe meno del 14% a fronte di un contributo maggiore pari al 30%. La situazione appare ancora più paradossale se si pensa che, mantenendo la chiave allocativa attuale, l'Italia avrebbe beneficiato di un aumento delle proprie dotazioni. Perché si possa dunque giungere a un accordo - ha concluso - la questione delle allocazioni nazionali è dunque dirimente". 

Sulle risorse proprie del prossimo bilancio europeo (Quadro Finanziario Pluriennale, QFP) "esistono le proposte del Parlamento europeo su una tassa europea sui servizi digitali e sulle cripto-attività, nonché la possibilità di un roller dei prestiti del Next Generation EU e di un ricorso mirato all'indebitamento comune a partire dagli strumenti proposti della Commissione", ha spiegato il Ministro. "Siamo del tutto contrari - ha ribadito - a qualsiasi ipotesi di reintroduzione dei rebates e per quanto riguarda la competitività delle imprese continuiamo a sostenere un approccio basato sul principio della neutralità tecnologica. Parimenti, nel prossimo QFP bisogna evitare che l'applicazione ideologica del principio Dnsh ("non arrecare danno significativo", ndr) finisca per ostacolare investimenti, competitività e autonomia strategica europea. Sempre per chiarezza riteniamo che l'ambizioso target ambientale del 43% rischi di ostacolare la flessibilità del prossimo bilancio europeo. Per questo, l'Italia chiede l'esclusione delle misure home dal calcolo del target climatico", ha concluso. 

In tema di energia, il Ministro ha dichiarato che "la lettera d'intenti 2026 della Commissione europea, presentata il 16 settembre, menziona i prezzi dell'energia. Tuttavia occorre assicurare che il senso d'urgenza si trasformi in azioni concrete a tutela della nostra competitività. Dobbiamo introdurre misure che allevino immediatamente la vita di cittadini e imprese. La neutralità tecnologica deve diventare la bussola della politica energetica e climatica europea. Questo principio purtroppo non emerge dalla lettera d'intenti. L'Italia continuerà a battersi affinché la - compresa quella del settore automotive - sia resa sostenibile. Abbiamo bisogno di misure a breve termine per alleggerire l'onere a carico dei consumatori e delle imprese. Non possiamo permetterci di deludere settori chiave delle industrie strategiche europee che sono già sottoposti a forti pressioni, a partire da quello delle industrie energivore e dell'automotive. Le industrie strategiche - ha concluso il Ministro - devono vedersi riconosciuti infatti il ruolo e gli impatti che hanno".