"Sul PNRR grande lavoro. Ora Bruxelles ci ascolti"
29 maggio 2026
(intervista del Corriere della Sera al Ministro Tommaso Foti)
Sul PNRR l'Italia - dice Tommaso Foti - ha fatto «un lavoro eccezionale», confermato anche dal direttore generale del progetto Declan Costello, che ha parlato di «miglior risultato tra tutti i Paesi dell'Ue». Mostra soddisfazione il ministro per il PNRR, la Coesione e gli Affari Europei di FdI, dopo il convegno organizzato a Milano per illustrare cosa è stato realizzato: «Da Costello è arrivato uno schiaffo sonoro a tutti quelli che ci attaccavano solo per partito preso. Italia e Francia hanno entrambe ottenuto l'85% delle risorse erogabili dall'Ue, in ragione degli obiettivi assegnati. Solo che i francesi avevano a disposizione al massimo 40 miliardi, noi 194: è stato un lavoro enorme».
Non ancora finito, perché all'Italia, se si riuscirà a completare tutte le rendicontazioni (159) entro fine agosto, potrebbero arrivare altri 28 miliardi. Oro, per un'economia che sconta problemi di crescita e un governo che affronta l'ultimo anno di legislatura. Ma non basta, per il ministro: l'Europa dovrà ascoltarci sulla richiesta di flessibilità del Patto di Stabilità allargata anche ai costi dell'energia oltre che alle politiche di difesa e sicurezza, l'Ucraina dovrà attendere il suo turno prima di potere entrare nella Ue e, sul piano interno, l'opposizione chiarisca: vuole collaborare o no al varo di una legge elettorale che vuole solo «garantire due obiettivi precisi, rappresentatività e governabilità».
PNRR, incassato l'85% dei fondi disponibili, ma sono stati spesi bene?
«A Milano hanno spiegato cosa si è realizzato i ministri Bernini, Valditara, Lollobrigida, Schillaci, Pichetto Fratin, Calderone, Zangrillo, oltre a me. Risultati straordinari: sulla ricerca, sulla diminuzione della dispersione scolastica, sul rafforzamento della medicina territoriale, sull'energia prodotta sopra i tetti degli edifici a uso agricolo che preserverà i terreni, sui nuovi servizi di politica attiva del lavoro, sulle nuove assunzioni che ci saranno dal prossimo anno nella PA con le nuove generazioni di nativi digitali ... Ci sarà pure uno 0,0001% dei progetti che poteva essere cassato, ma il Piano sta cambiando l'Italia. Non è in buona fede chi dice il contrario».
Resta l'ultima tranche da 28 miliardi: riusciremo a ottenerla?
«I tempi sono molto stretti e le incombenze tante, stiamo facendo il possibile. Siamo rodati, resto ottimista»
All'Europa però chiedete altro: flessibilità per la spesa sull'energia. Il commissario Fitto ha parlato di possibile utilizzo di fondi di coesione non utilizzati.
«È importante la proposta di Fitto. Ma parliamo di provvedimenti e fondi che, rispettivamente, non si adottano e si sbloccano in 15 giorni ... All'Europa chiediamo di affrontare un crisi mondiale come si affronta quella sulla sicurezza e la difesa. Richiesta assolutamente logica e utile per tutta l'economia europea».
All'Ue Salvini ha anche dato uno stop netto su un eventuale ingresso dell'Ucraina, perorato soprattutto dalla Germania. Voi di FdI come la pensate?
«Dobbiamo ricordare innanzitutto che, da diversi anni, i Paesi dei Balcani occidentali hanno chiesto di aderire all'Ue. La risposta a livello europeo è stata quella di aprirsi a programmi di riforme che rendessero compatibile l'adesione ai principi dell'Unione. Non possiamo pensare di mettere in secondo piano l'impegno che i Paesi dei Balcani stanno profondendo».
Quindi l'Ucraina resta fuori?
«L'Ucraina a cui concretamente, non a parole, Italia in testa, è stata dimostrata piena solidarietà - si pensi alle reiterate sanzioni inflitte alla Russia e all'accordato prestito da 90 miliardi di euro - è ancora invasa dalla Russia e la conclusione del conflitto appare lontana. L'ingresso in Ue dell'Ucraina a guerra in corso significherebbe portare la guerra nell'Unione. L'obiettivo deve essere in primo luogo quello di raggiungere una pace giusta e duratura per l'Ucraina e poi, con l'apertura e la chiusura di tutti i cluster, la sua adesione all'Ue».
Legge elettorale: davvero volete farla a maggioranza e perché tanto in fretta?
«La fine della legislatura non la decidono i partiti ma il capo dello Stato. Non abbiamo nessuna tentazione di voto anticipato, hic manebimus optime. E ci prendiamo il tempo giusto proprio perché non si dica che si fa all'ultimo momento per convenienza. Con la legge attuale c'è un pericolo vero di pareggio e formazione di governi politicamente instabili. Con la nuova, la coalizione che prende un voto in più dell'altra può governare per 5 anni. È incomprensibile come l'opposizione non voglia confrontarsi».
Quindi la votereste anche a maggioranza? E con le divisioni sulle preferenze, che la Lega non vuole?
«Per approvare il Rosatellum, l'attuale legge elettorale, ricordo che il governo Gentiloni chiese anche il voto di fiducia su alcuni articoli ... Noi invece ci siamo per un confronto a tutto campo. Ma se loro si chiamano fuori non è certo colpa nostra ...».
(intervista di Paola Di Caro, Corriere della Sera)
