Lotta alle frodi all'Unione Europea

Il corretto impiego dei fondi erogati dall'Unione Europea costituisce un impegno fondamentale nella prospettiva di un rinnovato sviluppo economico in un contesto di massima legalità. 

Le "frodi all'Unione Europea" rappresentano una problematica di grande rilievo, considerati gli effetti negativi che producono non solo sul bilancio ma anche sul tessuto economico-sociale dell'UE.

In tale ambito, l'elevato livello di tutela delle risorse europee da parte dell'Italia, immediatamente e facilmente rilevabile dai dati statistici inseriti nei rapporti annuali della Commissione europea, dimostra come il nostro Paese ha attuato ormai da tempo, con lealtà e tempestività, il noto "principio di assimilazione" (ex art. 325 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) secondo cui gli Stati membri "devono adottare, per la lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell'UE, le stesse misure di cui normalmente si avvalgono per combattere le frodi che ledono i propri interessi finanziari nazionali".

L'Italia dispone di Amministrazioni particolarmente preparate ed attrezzate sul fronte della lotta alle frodi (Agenzia delle Dogane, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Carabinieri), oltre ad uno specifico organo di polizia, rappresentato dalla Guardia di Finanza che, con competenze generali in materia economico-finanziaria, opera con gli stessi poteri e con le stesse professionalità, a tutela sia del bilancio nazionale che dell'UE. In particolare, per quanto riguarda le "frodi all'Unione Europea" nel Dipartimento per gli Affari Europei opera un apposito Nucleo della Guardia di finanza che svolge, tra gli altri, compiti di funzioni di Segreteria Tecnica del Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'UE.